PERCEZIONE PARTE DEL CORPO BACINO

FUNZIONE
Articolazione confinante col muscolo del diaframma.


FORMA
Fianchi o anca: - sporgenti/piatti.
Natiche: - acute/cave - grosse/esili - flaccide/toniche.
Ventre: - sporgente/piatto.
Ombelico: - alto/basso.

Correlazioni tra fisico e personalità:
fianchi: - la forma sporgente è associata alla dipendenza dall'ambiente;
- la forma piatta alla capacità di opporsi in modo non aperto;
natiche: - la forma acuta è associata a forte immaginazione;
- la forma cava al realismo;
ventre: - la forma sporgente è associata all'intuizione;
- la forma piatta alla dipendenza intellettuale;
ombelico: - alto è associato alla non concretezza;
- basso alla capacità di rischiare.


MOVIMENTO
Orizzontale: - avanti/indietro;
- destra/sinistra;
- rotondo/a punta.


EMOZIONE
- Paura (proteggerlo).
- Rabbia (ritrarlo).
- Ira (innalzarlo).
- Piacere (rilassarlo).
- Gioia (mostrarlo).
- Coraggio (gonfiarlo).

 

PSICOLINGUAGGIO
"Stare con le mani su i fianchi"; "stare al fianco"; "offrire, prestare il fianco"; "riempirsi il ventre"; "piacere del ventre"; "ventre a terra"; "ventre della terra"; "ombelico della terra".


ICONOGRAFIA
La figura di Buddha col ventre sporgente e l'ombelico scoperto.
Le donne del Botticelli.
Gea, dea della terra dal vasto grembo.


SIMBOLOGIA
Nella simbologia del corpo, l'area del bacino forma un semicerchio concavo che, seduti, può essere rappresentato dalle braccia lungo il corpo con le dita delle mani che si uniscono all'altezza del grembo.

In questa posizione (assunta dalla tecnica della meditazione) sentimenti ed emozioni, connessi al torace ed al bacino, sono contenuti dall'Io relazionale, connesso alle spalle-braccia-mani.
Il bacino con la sua forma a semicerchio concava, si restringe verso l'alto, nell'area della vita, e si dirama verso il basso in due sezioni ampie, area delle cosce.

Le due sezioni si restringono e terminano più sottili, area delle gambe, fino ad appoggiarsi su basamenti, piedi.
Il bacino, per la sua forma è contenitore, accoglie, conserva, trattiene; per la sua funzione genera, trasforma, espelle, non solo materia ma anche energia.
La concezione orientale ipotizza una corrente energetica fondamentale che è la medesima nel cosmo e nell'uomo. Questa corrente passa dall'Io cosmico (ombelico).

Ma il bacino è sede anche dell'Io fisico (pube).
Assumendo i valori dicotomici dati dalla nostra cultura, il bacino diventa campo di battaglia di diverse lotte: quella tra cosmico e fisico; tra puro e impuro; tra movimento circolare, simbolo del femminile, e movimento a punta, simbolo del maschile.

Nella letteratura marziale del Giappone, il nome dato all'energia è Ki; mentre la sorgente unificata da cui questa energia scaturisce (che è l'unica e la medesima negli dei, nel cosmo, nell'uomo), viene identificata col nome Hara, che letteralmente significa addome o ventre. Ki come energia irradiante e Hara come centro.

Nell'Aikido viene chiesto al praticante di centralizzare l'intera personalità sulla parte centrale dell'addome, attraverso il respiro.

Il concetto di centralizzazione addominale, sul centro che si identifica come armonia universale che equilibria i contrasti, appare in molte discipline educative che vanno dalla meditazione Zen alle arti marziali, alla cerimonia del tè, alla recitazione teatrale.

Per il giapponese, la parte centrale dell'addome è il centro della vita stessa a cui il guerriero accede direttamente nella cerimonia del Hara-Kiri taglio del ventre (Aikido di O. Ratti, p. 19).

Il ventre per analogia è l'interno di qualcosa, la cavità, dove si può incontrare l'oscuro, il buio, l'orrido, ma anche l'isola incantata, il paradiso perduto, dove germoglia la vita.
Per questo, l'atto dell'offrire o del mostrare il ventre può essere atto di perdizione e atto sacro e profondo, con l'attribuzione al ventre di punto di raccolta non solo di energie sessuali e della istintualità, ma anche cosmiche. Quando il piacere, di cui esso è sede, viene associato al solo piacere genitale, il sesso viene così separato dal sentimento cosmico.


MITO/RITO
R. Lang ne "I fatti della vita" (riflessioni sulla nascita) considera i miti come avventure prenatali.
Il mondo è grembo lo stesso come il grembo fu il primo mondo.
Il grembo è il primo della serie di contesti, contenitori, qualunque cosa in cui ci si trovi: stanza, spazio, tempo, rapporto, stato d'animo, qualsiasi cosa sia d'attorno chiunque sia attorno, l'atmosfera di qualcuno, le circostanze, l'ambiente, il mondo.
Anche la leggenda di Sangri-La può essere il simbolo del ventre: la principessa si trasforma in vecchia e si frantuma in polvere; la placenta che si avvizzisce e muore quando abbandona Sangri-La.


VARIE
- Nell'ipotesi di Lowen la mancanza di sensibilità nella pancia, come se fosse senza budella, è la paura che non vi sia sostegno se ci si lascia andare (Depressione, p. 32).

Lowen descrive il funzionamento di 2 riserve di energia, il bacino e il cervello. Indica nella colite il disturbo della riserva del bacino che comprende il ventre, le natiche, gli organi genito-urinari.
L'addome non ha ossa che lo riparino, è coperto solo da fasce muscolari che gli permettono di ritirarsi ed estendersi. Il ventre è la zona più vulnerabile, con il centro morbido aperto verso l'esterno.
Per reprimere i sentimenti si irrigidisce l'intestino. Con la respirazione addominale si rilassano i muscoli.

- Nell'ipotesi di Reich, l'energia organica dovrebbe liberamente fluire attraverso il corpo, e ha i punti di sostegno nel collo, nel raccordo bacino-tronco.
Reich pone al settimo posto dei segmenti dell'armatura il bacino che comprende tutti i muscoli pelvici. Il bacino è morto, è privo di espressione quando emotivamente non si avverte nessun tipo di sensazione o di eccitazione. Nell'armatura del bacino sono contenute emozioni di angoscia e di ira.

Gli atti amorosi, pur iniziando in armonia con il principio biologico di piacere, si possono trasformare in impulsi di ira perché l'armatura non permette i movimenti involontari. Il piacere frenato si trasforma in ira e l'ira frenata in spasmi muscolari.
Nel linguaggio parlato del corpo, auspicato da Reich, lo scioglimento della corazza del bacino si traduce in movimenti in avanti e verso l'alto (p. 475, Analisi del carattere).

Aggiunge che il desiderio cosmico è funzionalmente ancorato nei movimenti espressivi del riflesso orgastico: espansione e contrazione (p. 480) come funzioni del piacere e dell'angoscia dall'ameba in su fino all'uomo.

- Barba (p. 75) riferisce che l'attore giapponese Kobuk dice che le anche dell'attore Nò debbono rimanere fisse mentre si cammina.

Per farlo, occorre piegare leggermente le anche, usare il tronco come un solo blocco, e usare la colonna vertebrale per premere verso il basso. Le tensioni nella parte superiore obbligano a trovare un nuovo equilibrio, avere "anche" o non averle si dice Rai Ko-shi, non ha Ko-shi.

La vita dell'attore si basa su una alterazione dell'equilibrio per ricercare altro equilibrio.

 

- Morris tra i tipi di eco genitale (p. 240), pone certe posture a ventre teso da parte di modelle affinché l'ombelico invece che un foro rotondo appaia una fessura verticale simile a quella della vulva.
Tra i segnali di identità sessuale, Morris pone le natiche che nella donna sono più appariscenti, e questo influenza la sua andatura.

Altro segnale è nell'uomo la "pancetta" che nel primitivo era indice di successo nella carriera di cacciatore, e nell'uomo moderno scandisce la gioventù perduta (p. 233).
Le natiche, nella donna, sono state un antico segnale di richiamo sessuale nelle tribù africane dei boscimani, degli ottentotti (steatopigia) e nei costumi delle dame vittoriane.