PERCEZIONE PARTE DEL CORPO SCHIENA

FUNZIONE
Parte posteriore del torso che racchiude la colonna vertebrale.


FORMA
Schiena: - più lunga che larga;
- più larga che lunga;
- dritta e rigida;
- curva e stretta.

Correlazioni tra fisico e personalità:
- la forma lunga (dalla spalla alla cintura) più che larga (da spalla a spalla) è stata
associata alla dipendenza dall'ambiente e dall'osservazione delle norme;
- la forma più larga che lunga all'anticonformismo e anche alla stravaganza;
- la forma dritta e rigida alla schiettezza, alla capacità di essere diretti;
- la forma curva e ristretta verso il petto alla difficoltà di sostenere le proprie idee.


MOVIMENTO
Orizzontale: - avanti/indietro;
- destro/sinistro;
- rotondo/a punta.

Verticale: - alto/basso.


EMOZIONE
- Coraggio (pacche sulla schiena).
- Collera (scosse sulla schiena).
- Impotenza (non poter vedere la propria schiena).
- Paura (essere colpiti alla schiena).


PSICOLINGUAGGIO
"Lavoro di schiena"; "curvare la schiena"; "voltare la schiena"; "rompersi la schiena";

"colpire alla schiena".


ICONOGRAFIA

 

SIMBOLOGIA
Nella simbologia generale del corpo, la schiena è associata alla sopportazione, alla fatica, quindi alla parte di noi impegnata in atti di responsabilità.
La schiena è anche quella parte che non si può guardare, la parte di sé quindi che non si può tenere sotto controllo.

Ci si sente potenti nel caricarsi di responsabilità, ci si sente impotenti nel non poter controllare una parte di sé; la "pugnalata" sorprende l'essere umano ma non ridimensiona la sua onnipotenza.


MITO/RITO
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VARIE
- Barba, nel suo lavoro di formazione dell'attore, parla di tecniche orientali la cui logica permette di modellare e manipolare le energie (La corsa dei contrari, p. 43). Parla dell'opposizione che regola la nostra presenza biologica tra il peso che ci porta in basso e la spina dorsale che ci spinge in alto e ci tiene eretti. La carica di energia che va in direzione opposta al movimento da compiere, Barba la chiama Sats, parola scandinava.
L'opposizione tra una forza che spinge verso un'azione e una che la trattiene provoca un assorbimento, un caricamento di energie, e per questo il gesto non si arresta ma continua.

L'attore indiano, in virtù del principio dell'opposizione, accumula energia e dà presenza scenica. Egli considera il corpo come limitato essenzialmente al tronco, mentre i movimenti delle braccia e delle gambe li considera accessori (p. 82).