LIBERAZIONE TRATTENUTO SCHIENA

CIRCOSTANZA
Di gruppo/Individuale.
All'aperto/al chiuso.
Con tute comode o con tute monocromatiche.
Clima di attenzione creato dal conduttore per percepire se stessi come un "intero" anche se l'incontro è con alcune parti del corpo.


DESCRIZIONE
Si svolge in piedi/seduti, da fermi o muovendosi nello spazio.
Gli interventi possibili sono:


1) Percepire la propria schiena
Il conduttore invita a chiudere gli occhi e a percepire la schiena nella posizione in cui si trova in quel momento: se curva, se rigida, se rilassata.


2) Guardare la propria schiena
Il conduttore invita ad aprire gli occhi e a fare esperienza "del guardarsi la schiena". L'impossibilità di guardarla cambia l'idea del proprio schema corporeo, dà una sensazione di "impotenza" che si oppone a quella di "onnipotenza", di corpo che può compiere ogni atto.


3) Decondizionare la schiena dai soliti movimenti
STIracchiare la schiena;
ROteare la schiena.


4) Scoprire movimenti insoliti della propria schiena
Il conduttore informa che la colonna vertebrale per sua natura è flessibile, se mantenuta ferma in posture rigide i movimenti del tronco vengono fatti soltanto con gli arti.
Il conduttore invita a fare movimenti "più interni", proponendo:
a) movimento minimo del tipo testa/coda;
b) movimento minimo in tutte le direzioni, ma solo della schiena e non degli arti e della
testa.


5) Toccare la propria schiena
Non si effettua.


6) Massaggiare la propria schiena
a) massaggio sdraiati con sfere di gomma tra il pavimento e la schiena;
b) massaggio in piedi con sfere di gomma tra il muro e la schiena.


7) Stimolare il movimento ritmico della schiena con musiche
Il conduttore invita al movimento ritmico con la stimolazione di musiche folcloristiche di musica giapponese, del tipo flauti, che accompagna danze e azioni teatrali che addestrano a rendere flessibile la colonna vertebrale.


8) Atti possibili con la schiena
Il conduttore invita a dichiarare tutti gli atti possibili con la schiena. Successivamente propone di compierne alcuni per evocare l'emozione connessa:
a) l'atto del pugnalare, tracciando un cerchio immaginario al centro della stanza, ed
invitando i partecipanti ad entrarvi per simulare di infliggere alla schiena degli altri colpi e attivare l'atteggiamento della difesa;
b) l'atto del brivido, invitando ciascun partecipante ad esprimere la reazione del brivido,
come se una corrente elettrica attraversasse l'interno del corpo; l'atto del brivido rende elastico il movimento della colonna vertebrale.


OBIETTIVI
- Addestrare alla difesa.
- Addestrare alla lotta e non alla fuga.
- Liberare accumuli emotivi.
- Attivare l'atteggiamento di gioco.


FASE
Decondizionamento/Espressione.


LINGUAGGIO
Movimento del corpo.


STRUMENTI
Opzionali l'uso delle tuniche monocromatiche, di musiche folcloristiche giapponesi, del tipo flauti, di sfere di gomma.


DURATA
Dai 10' ai 20'.

RITMO

Quello più proprio al singolo gruppo.


EVOCAZIONE
Quelle dichiarate di volta in volta dai partecipanti.


SIMBOLOGIA
Vedi lettura NV.


VERIFICA
Maggior scioltezza nei movimenti; diminuzione di tensione.


PERICOLI
E LIMITI
Che emergano rimossi che il conduttore non sa gestire.


RIFERIMENTI
- Nucleo teorico metodo EC;
- Neurofisiologia.


ORIGINE
- Metodo EC.